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Blog, post e condivisione social: quali sono i rischi?

Tempo di lettura: 3 minuti

Avere un blog ed essere presenti sui social sono due elementi che vanno a braccetto: le possibilità che strumenti come Facebook o LinkedIn garantiscono per farsi conoscere sono infatti molte, ma fino a che punto si possono sfruttare le loro capacità di raggiungere un numero altissimo di persone?
O meglio: quali sono i comportamenti effettivamente produttivi e quali invece sono da evitare quando si condividono articoli sui social network?

Il tipico ragionamento è in genere molto semplice: più si condivide e si pubblica (non solo sul proprio profilo, ovviamente, ma anche su pagine e gruppi), più ci sarà la possibilità di essere letti, conosciuti e quindi seguiti nel tempo. Questo si basa su una convinzione che però non fa i conti con un concetto fondamentale e che tutti noi conosciamo: lo spam.

Siamo infatti abituati a riceverne via mail, ma si fatica ancora a considerarlo tale quando si parla di social network. O meglio: mentre alcuni post sono chiaramente visti come spam (ad esempio quelli che pubblicizzano diete in pagine e gruppi che si occupano di altro), ce ne sono altri che possono non sembrare tali perché condividono con i gruppi in questione le stesse tematiche e gli stessi contenuti. In virtù di questo, insomma, si crede che non verranno considerati negativamente dagli utenti.

Non è, invece, sempre così. Lo spam in questi casi nasce innanzitutto dall’atteggiamento che il blogger adotta: se l’obiettivo è quello di pubblicare il proprio articolo ovunque, senza curarsi di avere una presenza reale nei gruppi in cui lo si condivide, senza rispondere o partecipare alle attività di discussione che li caratterizzano, la percezione sarà molto diversa da quella che ci aspettiamo.

Spammare un articolo dappertutto, senza curarsi di essere parte di quella stessa, seppur piccola, community, può portare a reazioni persino opposte a quelle desiderate: segnalazioni negative, ban, o semplicemente nessuna visita sul proprio blog. Cosa ancora più importante, si rischia di rovinare la propria reputazione sul social: un comportamento simile, soprattutto se ripetuto nel tempo, non viene mai giudicato in modo positivo.

La soluzione è quindi solo una: se c’è bisogno di farsi conoscere, condividere i propri articoli non è da considerare sbagliato a prescindere, ma va fatto con criterio. È sicuramente meglio puntare su pochi gruppi, all’interno dei quali avere una presenza concreta e apprezzata, e assicurare una partecipazione duratura nel tempo; solo così si potrà evitare il rischio di essere considerati spammatori e di perdere potenziali lettori per sempre.