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    5 motivi per cui LinkedIn NON è Facebook

    Tempo di lettura: 4 minuti

    Quando si parla di social network capita spesso di non fare le opportune distinzioni tra uno e l’altro; è invece importante comprendere quali siano le peculiarità del singolo mezzo, non solo per sfruttarlo al meglio delle sue potenzialità, ma anche e soprattutto per evitare di compiere degli errori che potrebbero portarci ad essere inadatti al luogo (virtuale) in cui ci troviamo.

    Un esempio tipico in questo senso è LinkedIn che, come tutti sanno, è un social network utilizzato dai professionisti e orientato al mondo del lavoro. Basterebbe questo per distinguerlo da Facebook, che nasce invece come strumento per contatti personali e informali; ma capita quasi quotidianamente di imbattersi in profili di lavoratori che pubblicano su LinkedIn gli stessi contenuti che potrebbero mostrare su una pagina personale.

    Quali sono quindi i 5 motivi per cui LinkedIn non va confuso con Facebook?

    • Contatti professionali vs. personali
      LinkedIn nasce dall’esigenza di mettere in connessione professionisti di diverse o simili aree lavorative con l’obiettivo di sviluppare collaborazioni o trovare vere e proprie opportunità professionali. Va da sé che, benché nessuno ci impedisca di avere nella nostra rete conoscenti e amici, lo scopo precipuo di questo social sia quello di conoscere persone che non saremmo in grado di incontrare per altre vie.
    • Facebook, invece, predilige una rete di contatti “noti”, o anche persone sconosciute ma con le quali vogliamo instaurare un rapporto più personale. È evidente quindi che l’atteggiamento da adottare nei due casi sia completamente diverso.
    • Immagine pubblica vs. privata
      Da quanto detto ne consegue che l’immagine che daremo all’esterno sarà profondamente diversa rispetto a quella restituita nel privato. Le regole che si seguono per scegliere la foto da mettere nel proprio curriculum vitae sono le stesse che si dovrebbero adottare per quella di LinkedIn, perché lo scopo è il medesimo. Di certo nessuno ci impedisce di mettere un’immagine professionale anche su Facebook, ma è altamente sconsigliato fare il contrario: chi visita il nostro profilo su LinkedIn vuole sapere come siamo per farsi un’idea della nostra identità lavorativa, e una foto delle nostre ultime vacanze al mare non è il modo giusto per veicolarla.
    • Contenuti professionali vs. personali
      Il ragionamento usato per le foto del profilo costituisce la base per tutto il resto: anche i contenuti, infatti, dovranno seguire la medesima regola. Di cosa parleremmo con un potenziale collaboratore o con un nostro supervisore? Certo non di gattini o di nuove ricette per la nostra dieta. Sia LinkedIn che Facebook offrono la possibilità di condividere articoli e immagini, ma questo non vuol dire che la finalità sia la stessa: a ciascuno il suo, insomma, e se proprio vogliamo pubblicare un commento professionale su Facebook siamo liberi di farlo, ma evitiamo di fare il contrario.
    • Profilo aperto vs. chiuso
      Proprio perché la nostra identità pubblica e quella privata non sono la stessa cosa, ne consegue che anche il concetto di privacy sarà obbligatoriamente diverso. Sul social network di Zuckerberg abbiamo la possibilità di creare qualunque tipo di pagina, dalla più seria alla più personale; di conseguenza anche l’apertura del profilo (a tutti o solo ai propri contatti) potrà essere variata nel modo ritenuto più opportuno. Al contrario, creare un profilo chiuso su LinkedIn non ha alcun senso: se lo scopo del social è di farci comunicare con professionisti e soprattutto con persone che non ci conoscono, non permettere loro di visualizzare la nostra pagina vuol dire fraintendere completamente il significato di uno strumento come questo.
    • Tono formale vs. informale
      È infine molto importante ricordarsi che il tono da utilizzare quando si discute di argomenti lavorativi è molto diverso rispetto a quello che usiamo con i nostri amici. Sembra un’ovvietà, ma spesso non è così: il fatto che anche LinkedIn permetta di intervenire in discussioni e in gruppi con altre persone dà l’illusione che il comportamento da tenere possa essere lo stesso usato su Facebook nei commenti pubblici. Oltre alle regole base della netiquette (e dell’educazione in generale), è fondamentale considerare che qualunque cosa si scriva su LinkedIn può essere letta da potenziali contatti lavorativi. Ma soprattutto bisogna ricordarsi che internet non dimentica: rimarrà sempre traccia di quanto abbiamo pubblicato, dunque il consiglio è quello di rileggere quello che si scrive e di riflettere bene prima di inviare.