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Comunichi per un brand? Ecco cosa devi fare.

Se lavori come social media manager o come community manager, sai bene che pubblicare post a nome dell’azienda è una caratteristica fondamentale del tuo lavoro, ma sai altrettanto bene quanto sia facile cadere in certi errori, quelli che sono ormai diventati famosi come “epic fail.
Non è sempre l’errore a risultare epico, a volte infatti si tratta di semplici sviste; ma più la questione viene notata dal mondo dei social, più verrà condivisa e più quel brand rischierà di essere associato ad un errore che poteva certamente essere evitato.

Cosa bisogna chiedersi, quindi, quando si pubblica a nome di un’azienda?

1. Sto pensando come se fossi quell’azienda?
Già, perché un conto è scrivere sul proprio profilo privato, un altro è scrivere su una pagina pubblica che porta il nome di un marchio, che ha quindi una serie di caratteristiche da dover rispettare. Non importa quali siano le proprie convinzioni personali, i propri gusti o anche il proprio modo di comunicare: quando scrivi sulla pagina social dell’azienda per cui lavori, diventi esattamente quel marchio, quindi dovrai rispettarne alcune regole – e per questo motivo è fondamentale conoscere i valori (vision e mission) su cui si basa l’azienda.
Non solo: la cosa migliore che si può fare è creare un’identità così forte da poter comunicare attraverso questa, come se si interpretasse un personaggio con delle caratteristiche precise. Pensiamo ad alcuni casi noti, come ad esempio la comunicazione della Ceres: ciò che emerge dai suoi profili social è l’immagine di un’identità giovane, simpatica, a volte irriverente e soprattutto calata nel contesto storico/sociale che viviamo, sul quale si permette di fare sempre dell’ottima ironia. Un’identificazione del genere consente di vestire i panni di un’azienda in modo più facile ed immediato!

2. Ho scritto in modo corretto?
Una svista può capitare a tutti, ma questo non vuol dire che si debba essere indulgenti nei confronti degli errori. Una virgola fuori posto – a meno che non cambi completamente il senso di una frase – non verrà certo ricordata e criticata dagli utenti, mentre un errore grammaticale grave potrebbe assorbire tutta l’attenzione di una community, con il duplice risultato di far ignorare il messaggio che si voleva mandare e di far coincidere per un certo periodo di tempo l’immagine del brand con quell’errore. Rileggi sempre prima di pubblicare, preferibilmente ad alta voce: la nostra mente ha la capacità eccezionale di “correggere” gli errori in ciò che scriviamo, facendoci quindi ignorare cose invece importanti. Leggere ad alta voce può aiutare a scovare anche l’errore più nascosto.

3. Il mio messaggio è univoco o ambiguo?
A volte si fa fatica ad accorgersene, ma una frase può assumere significati diversi da quelli che intendiamo: ecco che quindi una battuta che ci sembra divertente può colpire la sensibilità di qualcuno, oppure essere di cattivo gusto proprio quando invece si pensava di scrivere qualcosa di diverso. Non ci sono regole fisse, se non quelle dell’empatia: e se è vero che a volte osare paga, di sicuro non è il caso di provare sulla pelle di un’azienda che magari rischia di pagarne le conseguenze anche per un lungo periodo di tempo.

4. È un contenuto adatto al social che sto utilizzando?
Ogni social network ha delle caratteristiche particolari da cui non si può prescindere quando si elabora una strategia di comunicazione. Lo stesso post può essere declinato secondo diverse varianti, quindi non è necessario elaborare messaggi diversi per ogni mezzo: l’importante è non dimenticarsi mai che cambiando piattaforma si cambiano anche le regole e il pubblico che segue. Presta attenzione a tutti questi elementi e non potrai sbagliare!

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